Il 4 luglio 1957, a pochi mesi dalla sua prima mostra personale di Roma, alla Galleria il Pincio, nel corso della quale la maggior parte dei quadri era stata venduta, tornato adesso al lavoro nel suo studio di Cesena, in un momento in cui il consenso che avevo incontrato gli aveva lasciato un misto di compiacimento e di inquietudine, Alberto Sughi ricevette da Firenze un lettera di Roberto Longhi, nella quale il celebre e prestigioso storico dell'arte scriveva:

"Anche solo il fatto di sapere che nel concerto realistico italiano esiste la pittura di Sughi, mi rallegra e mi conforta molto."

 

"Se non ricordo male - Alberto Sughi ebbe modo di dire in seguito - provai una profonda soddisfazione insieme alla tensione di chi si sente messo alla prova. La fiducia e il riconoscimento di Longhi mi spingevano a riflettere più in profondo sulla natura del mio lavoro; sembrava che volesse assegnare a me un ruolo gravato del peso di una responsabilità esaltante; intendiamoci, non una responsabilità verso gli altri, ma nei confronti di me stesso e della pittura. Certamente era un pensiero confuso che, tuttavia, pareva suggerirmi indefiniti proponimenti".

 

 

Quello che qui segue e' il testo integrale della lettera di Roberto Longhi

 

Firenze, 4 luglio 1957

 

Caro Sughi,

avevo visto con grande interesse il suo dipinto presso l’amica

Annarella Salvatore ed ora sono veramente lieto di avere con

me le fotografie di altri suoi dipinti quasi tutti sorprendenti.

Sono anche lieto che, con la scorta della documentazione

giuntami tempestivamente, il suo nome sia stato uno dei primi

ad essere scelti fra quelli che figureranno alla Mostra contemporanea

italiana a Mosca, nella prima seduta tenutasi a casa mia

(La prego però di tenere riservata la notizia).

Vorrei ora parlarLe di quello che mi sembra dei suoi dipinti, ma sarà

più facile parlarne a voce quando avrò il piacere di incontrarla.

Per ora voglio dirLe soltanto che anche il solo fatto di

sapere che nel concerto «realistico» italiano esiste la pittura

di Sughi, mi rallegra e mi conforta molto.

Le faccio i migliori auguri per la sua attività.

 

Suo aff.

Roberto Longhi

 

 

 

 

Roberto Longhi Firenze, 4 Luglio 1957

 

"Anche solo il fatto di sapere che nel concerto realistico italiano esiste la pittura di Sughi, mi rallegra e mi conforta molto"

 

da una lettera di Roberto Longhi ad Alberto Sughi. Lettera prima volta pubblicata in Alberto Sughi, La conversazione che mi ha cambiato la vita, a cura di  Luigi Vaccari, Roma 2003; e poi in seguito in Alberto Sughi, Il mio lavoro di pittore, Allemandi Editore, Torino 2014

 

 

 

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13 Marzo 2015