Domanda - Esprima un’opinione sulla sua nomina alla Presidenza dell’Ente Quadriennale.

Alberto Sughi - La mia nomina a Presidente è recentissima. La Quadriennale è  stata e potrebbe essere un grande evento culturale, ma necessita  di una nuova identità, di un progetto forte, di un confronto con  lo stesso mondo della cultura. Stiamo lavorando per programmare  un avvenimento innovativo, ma siamo ancora lontani dall’aver ben delineato le strade da seguire. Credo, fondamentalmente, che la  Quadriennale non debba essere considerata una manifestazione solo  romana, ma soprattutto italiana. Deve tornare ad essere una grande mostra nazionale che ha la propria sede in Roma: il suo nuovo  ruolo deve essere immaginato e concepito attraverso il contatto  con gli uomini di cultura, con gli ‘artisti e con gli storici  dell’arte italiana.

 

D - Ma deve essere considerato un ‘evento solo italiano, oppure come la Biennale di Venezia a livello internazionale?

AS - La Quadriennale ha come fatto istituzionale quello di presentare l’arte italiana, ma trovo estremamente utile e costruttivo  un confronto con l’arte europea per evidenziare i parallelismi  fra le varie tendenze artistiche. Sarebbe insensato immaginarla  come un evento solo nazionale, fermo restando una centralità senza dubbio italiana.

 

D - Maestro, ho letto in un’altra intervista della sua intenzione  di cancellare le mostre già programmate dalla precedente commissione, cosa pensa in proposito?

AS - Premetto che il Presidente non ha il potere di prendere delle  decisioni autonomamente, si delibera, all’ interno del Consiglio di  Amministrazione. Personalmente, sarei dell’avviso di ripartire  con una differente programmazione, perché ritengo che il nuovo  Consiglio, chiamato a ridisegnare la Quadriennale, non debba essere esecutore di ciò che è stato stabilito dal precedente organo direttivo.

 

D - Nel passato i Sindacati degli artisti, sia i confederati che  gli autonomi, hanno sempre fatto delle notevoli pressioni verso  l’Ente Quadriennale per inserire artisti e per giungere a compromessi.

Lei come pensa di ovviare a questa situazione?

AS- Io credo che in Italia non ci sia più nessuno spazio, nessun  settore che non abbia subito delle pressioni esterne. Il processo  di rinnovamento deve investire l’Italia in primo luogo perché  riemerga una maggiore trasparenza e serietà. Personalmente, avendo la possibilità di impegnarmi direttamente in un Ente, sarà mia  premura cercare di eliminare qualsiasi genere di pressione.

 

D - Lei ha partecipato come artista alla mostra “Profili” che è  stata più o meno stroncata da tutta la stampa. Esprima la Sua  opinione in proposito.

AS - L’ultima edizione della Quadriennale è stata concepita in modo frettoloso e avventato. La premessa da cui partiva, presentare  i valori artistici delineatisi in Italia negli ultimi trent’anni,  poteva essere una ipotesi estremamente suggestiva, ma era necessario maggior tempo a disposizione.

 

D - Il prof. Giuseppe Gatt continuerà a ricoprire il ruolo di Segretario della Quadriennale?

AS- Si perché la funzione di Segretario è un ruolo istituzionale  ben definito, è l’organizzatore delle mostre. Inoltre sono convinto che la sua esperienza possa essere di aiuto al nuovo Consiglio.

 

D - Attualmente si sente impegnato politicamente come nel passato?

AS- Sono sempre molto attento alla politica, ma sono uscito dal  Partito Comunista un po’ prima che il Partito Comunista uscisse  da se stesso. Siamo arrivati alla conclusione di un periodo storico che mi ha estremamente coinvolto nel passato, ma che ora  credo sia completamente da rivedere.

 

D - Lei è romagnolo come Fellini, Zavoli, uomini che hanno portato un grosso contributo alla cultura italliana oltre a quel senso  di romanticismo, di nostalgia del passato. Anche Lei porterà questi valori?

AS - No, non credo, potrei sembrare un uomo ancorato ai valori del  passato, ma non penso che avrò questo riferimento. Non vorrei vivere il passato, ma desidero prenderlo in considerazione solo come possibilità per tradurre il presente. Vorrei creare delle nuove condizioni che ripropongano dei valori equivalenti,a quelli  che avevamo un tempo, ma per essere equivalenti devono essere necessariamente del tutto diverso.

 

Roma, Febbraio 1993

 

Intervista: Sughi presidente della Quadriennale (1993)

 

Agl'inizi del Gennaio 1993 Alberto Sughi fu nominato dall'allora Presidente del Consiglio Giorgio Amato, Presidente della Quadriennale di Roma. Quella che segue e' un'intervista rilasciata pochi giorni dopo la nomina. Alberto Sughi rivesti' l'incarico fino al Settembre dello stesso anno, dopo aver rassegnato le dimissioni nel corso del mese di Agosto.

Dodicesima Quadriennale Italia 1950-1990. Profili Dialettica Situazioni, Roma, Palazzo delle Esposizioni,

9 luglio - 21 settembre 1992

Testi provenienti dall'Archivio Sughi

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15 Febbraio 2015