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Alberto Sughi "Al nervo scoperto dell' esistenza"
a cura di Giovanni Faccenda

presso il Melograno Fondazione per l'arte in Puglia, 15 Marzo 30 Settembre 2008

Alberto Sughi, La strada, olio su tela 2007 (opera in mostra)

Così l' arte di Alberto Sughi debutta fra gli ulivi secolari

Repubblica 08 marzo 2008   pagina 9   sezione: BARI

Arte in masseria, secondo atto. Dopo le monumentali sculture di Arnaldo Pomodoro, immerse fra gli ulivi secolari del relais Il Melograno, nelle campagne di Monopoli, l' imprenditore e mecenate Camillo Guerra offre il suo personale omaggio a un altro grande vecchio dell' arte italiana del Novecento. è il pittore Alberto Sughi, protagonista con circa una trentina di opere che ne ripercorrono gli ormai oltre sessant' anni di attività, della mostra "Al nervo scoperto dell' esistenza", curata dal critico e storico d' arte Giovanni Faccenda e in agenda dal 15 marzo al 30 settembre. Dalla scultura alla pittura, dunque, con la fondazione Il Melograno per l' arte Guerra continua la sua personale scommessa sulla cultura. «Non ho la pretesa - spiega - di fare il gallerista. è un mestiere che ho già fatto nel passato. Così anche stavolta il mio sarà semplicemente un piccolo contributo allo sviluppo del turismo culturale in Puglia. Niente di più». Al solito, del resto, per scoprire la mostra delle opere di Sughi, promossa in collaborazione con la galleria Spagnoli di Firenze, i visitatori non dovranno sborsare un soldo (l' esposizione sarà aperta tutti i giorni, festivi compresi; info 080.690.90.30). Mentre va ricordato che, esattamente com' è accaduto nella circostanza di Pomodoro, l' evento è il frutto di un atto di mecenatismo (Guerra non ha infatti richiesto né patrocini né contributi a nessun ente locale). L' appuntamento con il vernissage - presenti il curatore Giovanni Faccenda e l' ottantenne maestro Alberto Sughi - è per sabato prossimo (va da sé per invito) ma, già dall' indomani, la mostra alla masseria Il Melograno aprirà le sue porte ai visitatori. Esponente di punta del cosiddetto realismo esistenziale, definizione coniata per lui da Enrico Crispoli nel 1956, Alberto Sughi è artista che vanta nella sua storia la partecipazione ad alcuni tra i massimi eventi espositivi di respiro internazionale, dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di Roma. Profeta della crisi della borghesia, in un' intervista degli anni ' 50 all' Unità, Sughi si raccontava così: «Al momento sono impegnato nel rendere certi aspetti della vita moderna. Faccio dei quadri sulle attese nelle Mutue, sulle tavole cale, sui vecchi all' Eca. Mi sospinge non soltanto una fredda documentazione, ma un motivo poetico e drammatico: la società borghese, e con queste forme di organizzazione sociale, invece di rendere più agevole e comoda la vita degli uomini, le fa perdere il suo colore, la sua umanità». Convinto, per sua stessa ammissione, di una funzione dell' arte come strumento per conoscere la realtà, Sughi è autore che ha saputo far parlare di sé anche per una certa forza evocativa del profondo immaginario cinematografico italiano. Ad osservarlo, fra tutti, un altro grande vecchio, ma del giornalismo, come Sergio Zavoli: «Sebbene i suoi quadri si affidino principalmente a una forte riconoscibilità figurativa c' è chi si esercita a cercarvi assonanze, incroci, atmosfere che richiamano altre forme espressive, dovute a strumenti diversi, come il cinema. Quello per esempio di Antonioni - fondato sulla borghese, inquieta e reciproca inaccessibilità, tra loro, delle persone - o di Scola, quasi un socio-analista che trasforma lo sguardo in introspezione, tra psicologia e realtà, poesia e documento. Oppure ancora di Federico Fellini, che fu il primo a chiamare la sua "un' arte d' immagine anche nel senso dell' inquadratura e del racconto"». Pietre di paragone importanti per un artista che, in Puglia, è ancora da scoprire. Al Melograno stavolta. - ANTONIO DI GIACOMO

 

 

21 May 2008

 
 
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